Il panino del momento cuoce a vapore e si chiama Panbolla. By ArtWave, Francesca Ferrara

Si tratta un panino che, dopo 48 ore di lievitazione, cuoce a vapore sotto una campana di vetro, risultando soffice e leggero come una nuvola. Siamo andati a provarlo in esclusiva e siamo rimasti folgorati.
di  – 03.02.2020

Fate questo esperimento: concentratevi e pronunciate questa parola: “Panbolla”.
Cosa vi viene in mente? Quali sensazioni ed immagini scaturisce?
Siamo certi di indovinare se vi diciamo che ciò che avete provato è stata una percezione di leggerezza, e inconsistenza e che avete immaginato qualcosa di soffice e anche molto saporito.
Siamo, inoltre, assolutamente convinti che, se vi dicessimo che si tratta di un panino, per di più farcito in decine di modi che solo a leggere il menu vi viene l’acquolina in bocca, non ci credereste mai.
O quantomeno ci rispondereste che le parole “leggerezza” e “panino” non potrebbero mai coesistere nella stessa frase, figuriamoci a tavola.

Noi di Artwave siamo andati a provare questo prodotto in anteprima nella nuova sede di PanB Milano (seconda dopo Vimercate), a Corso Garibaldi 104, tra Brera e Corso Como.
Una posizione che già pullula di locali e di giovani, ma in cui questo locale è riuscito ad attirare tutte le attenzioni su di sé grazie ad una vetrina in cui si può osservare quel meraviglioso processo che fa di panbolla un panino unico nel suo genere.

I panbolla assaggiati in antepirma. Credits: Francesca Ferrara

Anni di esperimenti per un risultato sorprendente

L’idea di questo prodotto, che si pone in antitesi con le tipiche paninoteche fastfood italiane, nasce dall’infinita passione per i lievitati di uno dei soci di PanB, Adriano Continisio.
Dopo anni di tentativi ed esperimenti nel laboratorio di cucina, insieme agli altri compagni di avventura, Paola Sersante e Ranieri Proietti, hanno raggiunto il loro obiettivo: creare un panino d’autore la cui cottura avviene all’interno di una campana di vetro, avvolto in una nuvola di vapore.

I panbolla.

Dopo oltre 48 ore di lievitazione a temperatura controllata, un pizzico di lievito, elevate percentuali di acqua ed un mix di farina che vanno da quella semintegrale a quella di segale, il loro pane impiega un terzo del tempo a cuocere rispetto a quello tradizionale.
Tutto questo sotto gli occhi di clienti e passanti, che possono ammirare in vetrina le campane con sotto le pagnotte in fase di cottura, che in pochissimo tempo diventano “bolle” pronte ad essere farcite.
Il risultato, credeteci sulla parola ma correte presto a testarlo, è qualcosa di incredibile: un panino croccante fuori e sofficissimo dentro, che vi farà sbarrare gli occhi dopo il primo morso, increduli che quello che state addentando sia davvero un panino e sia davvero così buono.

Un menu che parla italiano

Un prodotto così speciale non poteva non essere, poi, farcito con prodotti di qualità, certificati DOP o IGP, rigorosamente italiani: Prosciutto Gran Milano Riserva, fior di latte e provola di Agerola, tonno e alici di Cetara, pomodori datterini gialli della Campania, ricotta di bufala, burrata pugliese.

Una delle proposte del menu.

Ciò che distingue panbolla dai comuni panini è la sua versatilità, caratteristica che lo rende perfetto per una pausa pranzo light o per una cena più golosa.
Esempio tangibile sono state le due proposte che gli chef Mirko Ronzoni e Mocho hanno ideato per la cena-evento di mercoledì 29 gennaio: se il primo ha scelto salmone affumicato, guacamole, mango, rucola e sesamo nero per farcire il suo panino con impasto alla segale, il secondo ha puntato ad un gusto più strong.

Gli chef Mirko Ronzoni e Mocho con le loro proposte del panbolla.

Lo ha, infatti, farcito con hamburger, prosciutto cotto, scamorza affumicata, melanzane, datterini gialli, mayonese e crema di peperoni.
Decretare il vincitore tra i due? Davvero arduo, poiché anche la versione meno leggera di Mocho non è risultata per nulla difficile da terminare o digerire.

Le proposte dei due chef: light e strong. Credits: Paola Ruffo

Le proposte dei due chef: light e strong.

La versione dolce di panbolla

Tutto merito dell’impasto, talmente leggero che lascia addirittura spazio per il dolce.
Perché se pensate che panbolla sia solo una proposta salata, vi sbagliate.
Anzi, la sua versione dolce è una delle cose più goduriose, peccaminose e tentatrici che esistano.
crea dipendenza, poi non dite che non ve l’avevamo detto.
Si presenta con un nome delicato e simpatico, “Bollicino”, ma è una vera e propria esplosione di sensazioni e sapori, che, dopo un rapidissimo pensiero del tipo “Ma stasera non volevo sgarrare…”, lascerà spazio ad uno del tipo “Se il paradiso esiste, si chiama Bollicino”.
Burro, uova, una crosticina caramellata fuori e una mollica soffice all’interno vengono completati da creme a base di cioccolato bianco o fondente, pistacchio e nocciola.

Panbolla è l’invenzione geniale che non potete perdervi a Milano, e, se come noi ne diventerete dipendenti, almeno sarete appagati e felici.
Credeteci sulla parola.

PanB – Di pane in meglio

https://www.panb.it/

Via Val D’Ossola, 16 – 20871 Vimercate MB

Corso Garibaldi 104 – Milano